Il 2026 di Bitcoin inizia col botto: tornano gli afflussi negli ETF, XRP esplode e Tom Lee prevede nuovi massimi | Notizie cripto della settimana
I primi giorni del 2026 hanno avuto il sapore dell'inizio di un nuovo capitolo. Dopo mesi di prudenza i capitali sono tornati sulle criptovalute, Bitcoin ha superato i $93,000 e quasi tutte le principali altcoin hanno guadagnato a doppia cifra in una sola settimana. Bitcoin (BTC) è salito di oltre il 7% nei primi giorni di gennaio ed Ether (ETH) è tornato sopra i $3,200.
CryptoUnity
Redazione
Pubblicato 6 mesi fa
7 minuti di lettura
I primi giorni del 2026 hanno avuto il sapore dell'inizio di un nuovo capitolo. Dopo mesi di prudenza, i capitali sono tornati a riversarsi sulle criptovalute, Bitcoin ha superato i $93,000 e quasi tutte le principali altcoin hanno messo a segno guadagni a doppia cifra nel giro di una sola settimana.
Bitcoin (BTC) è salito di oltre il 7% nei primi giorni di gennaio, Ether (ETH) è tornato sopra i $3,200 e XRP ha guadagnato quasi il 29% in una sola settimana. Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato oltre $1 billion di afflussi netti nei soli primi due giorni di contrattazione dell'anno: un netto capovolgimento rispetto alla serie di deflussi che aveva dominato la fine del 2025.
Ecco cosa ha spinto il movimento 👇
Bitcoin sopra i $93,000: i capitali istituzionali sono tornati
Bitcoin (BTC) ha aperto il 2026 con un forte slancio, scambiando vicino ai $93,700 già a inizio gennaio: circa il 7% in più rispetto alla chiusura del 31 dicembre. Gli analisti hanno indicato un mix di nuove allocazioni di portafoglio di inizio anno, ribilanciamenti istituzionali e domanda di beni rifugio sullo sfondo delle tensioni geopolitiche.
Dopo un periodo di riduzione del rischio durato due mesi, che a fine 2025 aveva visto miliardi uscire dal mercato cripto, gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato oltre $1 billion di afflussi complessivi nei primi due giorni di contrattazione del 2026. E la domanda è andata ben oltre Bitcoin: anche gli ETF spot su Ether e i fondi su XRP hanno visto forti allocazioni.
Il quadro generale qui è importante. Fino a fine dicembre i mercati erano stati colpiti dalle vendite legate al fisco e dalle pulizie di bilancio di fine anno. All'inizio di gennaio gli operatori istituzionali sono tornati con capitali freschi, e il primo vero test del sentiment del 2026 è arrivato subito.
Da ricordare, per chi inizia: 💼 il nuovo anno spesso azzera la psicologia del mercato. Quando i flussi istituzionali passano dai deflussi agli afflussi nel giro di poche settimane, può segnare la fine di una correzione e l'inizio di una nuova tendenza.
Didascalia: Bitcoin è schizzato in avvio di 2026 sulla spinta di nuovi afflussi istituzionali. Fonte: Cointelegraph
XRP si prende la scena: +29% in una settimana e altcoin in rally
Mentre Bitcoin conquistava i titoli dei giornali, XRP si è preso la scena in silenzio. Il token è salito di quasi il 13% in un solo giorno e di quasi il 29% nell'arco della settimana, arrivando intorno ai $2,40.
Altre altcoin a grande capitalizzazione hanno seguito. Solana (SOL) è salita del 12% nella settimana, mentre Dogecoin (DOGE) ha guadagnato il 23%. Gli ETF spot su XRP e Solana hanno registrato afflussi costanti, anche se Bitcoin ed Ethereum si sono presi gran parte dell'attenzione.
Nel corso della settimana i prodotti d'investimento sugli asset digitali hanno raccolto $2.17 billion : il totale settimanale più alto da ottobre 2025. In testa Bitcoin con $1.55 billion, seguito da Ether con $496 million e da Solana con $45.5 million.
Da ricordare, per chi inizia: 🚀 quando i soldi tornano a fluire nelle criptovalute, in termini percentuali le altcoin si muovono spesso più velocemente di Bitcoin. Ma ricorda: guadagni più rapidi portano spesso perdite altrettanto rapide. Resta diversificato e non inseguire le candele verdi.
Didascalia: XRP ha messo a segno la sua migliore performance settimanale da mesi, mentre gli ETF sulle altcoin registravano afflussi costanti. Fonte: Cointelegraph
Lo shock Venezuela: il catalizzatore geopolitico dietro il rally di Bitcoin
Il 3 gennaio è arrivata la notizia che le forze statunitensi avevano catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro in un'operazione militare "su vasta scala". Bitcoin è sceso brevemente di circa lo 0,5% per poi risalire in fretta sopra i $90,000: una classica reazione da "oro digitale" di fronte alle tensioni geopolitiche.
Gli analisti hanno osservato che la notizia dal Venezuela potrebbe aver aiutato Bitcoin in due modi. Primo, la fuga verso la sicurezza ha spinto capitali verso gli asset reali come BTC e oro. Secondo, si è diffusa l'ipotesi che il Venezuela potesse detenere una consistente riserva "ombra" di Bitcoin, potenzialmente paragonabile alle partecipazioni aziendali di Strategy.
L'episodio ha messo in luce qualcosa di importante su come vengono viste le criptovalute nel 2026. Se un tempo Bitcoin scendeva a ogni grande evento geopolitico, oggi spesso recupera nel giro di poche ore, o addirittura sale. Gli investitori istituzionali trattano sempre più BTC come una legittima riserva di valore, accanto all'oro e al dollaro statunitense.
Da ricordare, per chi inizia: 🌍 un tempo Bitcoin andava nel panico a ogni titolo di giornale. Oggi spesso recupera in fretta: segno che i grandi investitori lo considerano un asset sicuro e non solo una scommessa rischiosa. I titoli contano, ma conta di più il modo in cui il mercato reagisce.
Didascalia: gli eventi geopolitici hanno innescato una breve volatilità, ma Bitcoin ha recuperato nel giro di poche ore. Fonte: Cointelegraph
Tom Lee rilancia: "Bitcoin potrebbe toccare un nuovo massimo storico entro fine gennaio"
Tom Lee, cofondatore di Fundstrat Global Advisors, è intervenuto alla CNBC il 5 gennaio con una previsione audace: Bitcoin potrebbe toccare un nuovo massimo storico entro la fine di gennaio 2026.
Le sue motivazioni? Un insieme di adozione istituzionale, costruzione di infrastrutture da parte di Wall Street e sostegno del governo statunitense alle criptovalute. "Il 2026 sarà un anno diviso in due metà", ha detto Lee. "La prima metà potrebbe essere dura, mentre facciamo i conti con il ribilanciamento istituzionale, ma è proprio quella volatilità a preparare il terreno per il grande rally che ci aspettiamo nella seconda parte".
Lee ha anche previsto che Ethereum stesse entrando in un "supercycle" simile alla corsa di Bitcoin del 2017-2021. Il suo obiettivo più ampio: l'S&P 500 a quota 7,700 entro fine anno, trainato dalla produttività dell'intelligenza artificiale e da solidi utili aziendali.
Non tutti gli analisti condividevano l'ottimismo di Lee. Altri avvertivano che il 2026 sarebbe stato la gamba ribassista del ciclo quadriennale di Bitcoin, con un possibile calo fino ai $50,000 prima di una seconda metà più forte. Entrambe le visioni possono essere vere allo stesso tempo: volatilità ora, massimi più alti dopo.
Da ricordare, per chi inizia: 🧠 non fidarti mai di un singolo analista, nemmeno se è bravo. Nel mercato c'è spazio sia per i rialzisti sia per i ribassisti. Il tuo compito non è prevedere il movimento esatto: è avere un piano che funzioni sia che il rally arrivi a gennaio sia che arrivi a luglio.
Considerazioni finali
Gennaio 2026 si è aperto con un messaggio chiaro: dopo una fine 2025 all'insegna della prudenza, i soldi intelligenti sono tornati. Gli ETF spot sono passati in positivo, le altcoin sono esplose e la fiducia degli analisti è tornata.
Ma questo resta un mercato a due facce. La liquidità è ancora scarsa. Il rischio geopolitico è elevato. E ci si aspetta un anno volatile, con movimenti bruschi in entrambe le direzioni.
Per chi inizia, la lezione di gennaio è semplice: non confondere una singola settimana forte con un mercato a senso unico. I flussi di capitale contano più dei titoli dei giornali. I grandi movimenti spesso iniziano in sordina, e la strategia migliore è restare costanti, restare informati e non prendere mai decisioni emotive per una candela verde. 🚀
Questo articolo non contiene consigli né raccomandazioni di investimento. Ogni investimento e ogni operazione comporta dei rischi, e i lettori dovrebbero fare le proprie ricerche prima di prendere una decisione.
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